Associazione Culturale "Anno Domini 1566"
Una storia che Ortona custodisce da oltre quattro secoli
Nel 1566, nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, accadde un evento che avrebbe segnato per sempre la storia della città.
La Sacra Ampolla, storia di un Miracolo
Il Miracolo del 1566

La storia della Sacra Ampolla è legata alla tradizione del miracolo avvenuto nel 1566 presso il monastero delle monache benedettine di Ortona.
Il prodigio sarebbe avvenuto davanti a un antico affresco raffigurante Gesù Crocifisso, realizzato nel Quattrocento. L'immagine rappresenta Cristo con il capo reclinato e la ferita al costato, dalla quale, secondo la tradizione, sarebbe sgorgato sangue vivo. Ai piedi della Croce sono raffigurati la Vergine Maria e l'Apostolo Giovanni, testimoni della Passione.
Secondo la tradizione, il miracolo ebbe luogo il 13 giugno 1566, quando dal costato di Cristo raffigurato nell'affresco sarebbero comparsi freschi segni di sangue. Le monache raccolsero il liquido in due piccole ampolle, che da allora sarebbero diventate oggetto di particolare venerazione.
L'assalto dei Turchi a Ortona
Nel XVI secolo il Mediterraneo era attraversato dalle flotte dell'Impero Ottomano. Sotto il sultanato di Solimano il Magnifico, la potenza ottomana raggiunse una delle sue massime espansioni.
Nel 1566 una grande flotta, comandata da Pialì Pascià, si mosse lungo le coste dell'Adriatico. Le fonti tramandano la presenza di una flotta composta da circa 140 navi, tra le quali 120 galere. Dopo aver colpito diversi centri della costa abruzzese, tra cui Francavilla al Mare e Ripa Teatina, la flotta ottomana raggiunse Ortona il 30 luglio 1566.
La città, già preparata all'eventualità dell'attacco, venne in gran parte abbandonata dalla popolazione.
Secondo la tradizione, quando gli assalitori raggiunsero Ortona, la città appariva quasi deserta. La flotta incendiò e devastò diversi edifici, compresa la Cattedrale, ma la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e il monastero delle Benedettine non furono toccati. Per la comunità locale, questo avvenimento rappresentò la conferma del prodigio annunciato dalle monache nelle settimane precedenti.
Le testimonianze storiche
La tradizione della Sacra Ampolla è documentata attraverso diverse testimonianze che hanno contribuito a conservarne la memoria.
Tra le fonti ricordate figurano gli scritti di Fra Ludovico da Orsogna, dell'Abate Paccichelli, di G. Antonio De Fabritiis e di Gian Battista De Lectis. Una delle testimonianze tramandate ricorda il prodigio con queste parole: “Il Divin Costato mostra freschi segni a guisa di splendore…”
Le due Ampolle arrivano a Venezia
Nel 1570, pochi anni dopo il prodigio, le due Ampolle furono portate segretamente a Venezia da Padre Basilio, religioso agostiniano originario di Venezia. Secondo la tradizione, il religioso, tornando nella propria città, portò con sé entrambe le Ampolle contenenti il sangue raccolto a Ortona.
Le reliquie furono quindi conservate a Venezia, presso la Chiesa di San Simeone Profeta, dove rimasero per diversi secoli. La presenza del Sangue di Ortona a Venezia è ricordata anche da una testimonianza riportata nei Fasti Eucaristici del 1891, nella quale si legge: “Questo Sangue si conserva a Venezia…”
I tentativi di restituzione
Già nel 1570, lo stesso anno in cui le Ampolle giunsero a Venezia, il vescovo di Ortona Giandomenico Rebiba, insieme al Capitolo della Chiesa di San Tommaso, si rivolse al Doge Pietro Loredan chiedendo la restituzione delle sacre reliquie.
La richiesta, tuttavia, non ebbe esito positivo.
Nel corso dei secoli furono compiuti ulteriori tentativi per riportare le Ampolle a Ortona. Anche le iniziative promosse durante il pontificato di Pio X non riuscirono a raggiungere l'obiettivo.
Soltanto nel XX secolo si aprì la possibilità concreta di una restituzione. Nel 1933, il vescovo di Ortona Mons. Piccirilli e il professor Eugenio Vallega presentarono una nuova richiesta al Patriarca di Venezia, il cardinale Pietro La Fontaine. Il Patriarca accolse la richiesta e si dichiarò disponibile a restituire almeno una delle due Ampolle.
Il ritorno a Ortona

Il 29 giugno 1934, dopo 364 anni, la reliquia giunse a Ortona a bordo del cacciatorpediniere Grado. Dopo oltre tre secoli e mezzo, la Sacra Ampolla fece finalmente ritorno nella sua città d'origine.
Il ritorno fu accompagnato da una solenne celebrazione e da una grande partecipazione della popolazione, che accolse la reliquia con una processione attraverso la città. Nello stesso giorno venne innalzata una croce luminosa sul campanile della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, a memoria del ritorno della Sacra Ampolla. La reliquia venne quindi collocata all'interno dell'Oratorio del Crocifisso Miracoloso, dove ancora oggi è custodita in una nicchia marmorea.
Il ritorno del 1934 rappresentò la conclusione di un lungo percorso iniziato nel 1570 e costituisce uno degli episodi più significativi della storia religiosa di Ortona.
Il percorso delle due Ampolle: una ricostruzione storica
La vicenda delle due Ampolle non si conclude con il loro trasferimento a Venezia. La loro successiva storia è stata oggetto di ricerche e ricostruzioni che hanno cercato di individuare il percorso seguito dalle due reliquie nel corso dei secoli.
Una delle ricostruzioni più interessanti è quella proposta dall'archeologa e storica locale Maria Luisa Orlandi, secondo la quale le due Ampolle, dopo essere state portate a Venezia nel 1570, sarebbero state donate al Doge Alvise I Mocenigo.
Da quel momento la loro storia si sarebbe intrecciata con quella delle principali istituzioni religiose veneziane.
Secondo questa ricostruzione, le due reliquie furono inizialmente conservate presso la Chiesa di San Simeone Profeta. Successivamente, una delle due sarebbe entrata a far parte del Tesoro della Basilica di San Marco, mentre l'altra sarebbe rimasta presso San Simeone. Questa distinzione assume particolare importanza per comprendere quale delle due Ampolle sia poi tornata a Ortona nel 1934.
Secondo l'ipotesi ricostruttiva, infatti, l'Ampolla restituita alla città sarebbe proprio quella che rimase conservata a San Simeone Profeta fino al XIX e XX secolo.
Quale Ampolla è tornata a Ortona?
La questione dell'identificazione della reliquia restituita nel 1934 è uno degli aspetti più interessanti della ricerca storica. L'ipotesi è stata formulata mettendo in relazione le testimonianze relative alla permanenza delle Ampolle a Venezia con la documentazione riguardante le reliquie conservate nel corso dei secoli nelle diverse chiese e istituzioni veneziane.
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dal Tesoro di San Marco.
Attraverso la documentazione e la visita virtuale degli ambienti del Tesoro è stato possibile individuare un reliquiario che presenta caratteristiche di materiale e lavorazione simili a quelle del reliquiario che custodisce la Sacra Ampolla di Ortona.
Secondo la catalogazione storica della Serenissima, si tratterebbe inoltre dell'unico reliquiario della sala contenente una reliquia identificata come gocce di sangue.

Confronto tra la Sacra Ampolla di Ortona e la reliquia custodita presso il Tesoro di San Marco.
Una possibile ricostruzione
Gli elementi emersi dalla ricerca e il confronto con le fonti disponibili consentono di delineare una possibile ricostruzione del percorso delle due Ampolle, da intendersi come un'ipotesi storica fondata sulle testimonianze e sui dati finora individuati.
1570 — Le due Ampolle vengono portate da Ortona a Venezia.
Successivamente — Le reliquie vengono affidate alla custodia veneziana e collegate alla famiglia dogale dei Mocenigo.
Chiesa di San Simeone Profeta — Una delle due Ampolle rimane conservata presso la chiesa veneziana.
Tesoro di San Marco — L'altra reliquia entra a far parte del patrimonio custodito presso la Basilica di San Marco.
1934 — L'Ampolla rimasta presso San Simeone Profeta viene restituita a Ortona dopo 364 anni.
La Sacra Ampolla oggi custodita a Ortona è simbolo del miracolo del 1566 e testimonianza di una storia secolare, il cui percorso è ancora oggi oggetto di ricerca.
I luoghi del Miracolo
La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria di Ortona compare per la prima volta nel 1324, in un elenco delle chiese ortonesi soggette al pagamento delle decime allo Stato Pontificio.
Probabilmente, in origine, la chiesa era dedicata a Santa Maria ad Basilicam o a Santa Chiara. L'istituzione del monastero femminile adiacente risalirebbe invece a diversi decenni precedenti. Secondo quanto riferisce De Lectis, le religiose vivevano secondo la regola cistercense, movimento riformatore sorto all'interno della tradizione benedettina. Nel corso dei decenni il monastero si trasformò: da una comunità di religiose povere divenne un'istituzione dotata di un vasto patrimonio terriero e immobiliare.
La chiesa barocca
L'attuale chiesa, edificata nel 1631, rappresenta uno degli esempi più significativi del Barocco meridionale a Ortona.

Il suo interno è caratterizzato da una ricca decorazione di stucchi, ispirati a una complessa simbologia, attraverso la quale viene rappresentato il cammino di elevazione dell'uomo, idealmente accompagnato dall'esempio del martirio di Santa Caterina.
L'edificio presenta una facciata a capanna, con un rosone centrale e un portico a tre archi a tutto sesto, elementi riconducibili al linguaggio barocco. Particolarmente significativo è il portale risalente al Trecento, che proviene dall'Oratorio del Crocifisso Miracoloso.
Gli affreschi e gli stucchi
Nel 1684, per interessamento del vescovo Giovanni Vespoli Casanatte, furono realizzati gli affreschi e gli stucchi che ancora caratterizzano l'interno della chiesa. I medaglioni della volta rappresentavano i momenti salienti del martirio di Santa Caterina; gran parte di essi è andata perduta a causa delle vicende belliche e di un successivo intervento di restauro non adeguato.
Gli stucchi e gli affreschi laterali raffigurano invece angeli e virtù cardinali, elementi che concorrono a rappresentare il percorso dell'uomo verso la santità.
Il monastero e la vita della comunità
Su un lato del monastero si trovava una ruota di legno girevole, attraverso la quale le madri che non potevano allevare i propri figli potevano affidare loro i neonati.
Il monastero e la chiesa erano inoltre circondati da un vastissimo orto, che si estendeva fino alla cosiddetta “Fonte di Santa Caterina”. Nei pressi dell'orto si apriva una piccola porta delle mura cittadine, la cosiddetta “Porta di Santa Caterina”.
Il complesso monastico subì l'esproprio previsto dalla Legge Scialoja del 1868, e il Comune di Ortona ne acquisì la proprietà. Le due chiese, invece, sono tuttora di proprietà del Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) del Ministero dell'Interno. Sui terreni dell'antico orto, nel 1929, venne costruito il Teatro Vittoria, oggi intitolato a Francesco Paolo Tosti.
L'ultima religiosa cistercense rimase nel convento fino ai primi anni del Novecento. Successivamente subentrarono le Figlie di Sant'Anna, che rimasero a Ortona fino al 1975, svolgendo attività scolastiche e sociali.
La chiesa oggi
La Chiesa di Santa Caterina è rimasta nel tempo a disposizione della Diocesi e della Parrocchia di San Tommaso, continuando a essere utilizzata per le celebrazioni religiose e per attività culturali. L'antico convento, invece, è oggi un centro polifunzionale e ospita la Biblioteca Comunale.
L'Oratorio del Crocifisso Miracoloso
A pochi passi dalla chiesa si trova l'Oratorio del Crocifisso Miracoloso, il luogo più direttamente legato alla tradizione della Sacra Ampolla.

L'antica porziuncola
La cappellina del Crocifisso Miracoloso sarebbe stata costruita prima dell'anno Mille e rappresenta quindi una delle testimonianze più antiche della storia del complesso monastico di Santa Caterina.
L'antica “porziuncola”, caratterizzata da archi a volta in stile gotico e con il portale originariamente rivolto a Oriente, era con ogni probabilità separata dall'edificio della chiesa.
Successivamente la cappellina venne allungata, probabilmente in seguito a scoscendimenti verificatisi intorno al 1506, fino a formare un corpo unico con la chiesa.
Il Crocifisso e l'antico affresco
All'interno dell'Oratorio si conserva un coro ligneo del Seicento, che avvolge per intero la cappellina.
Qui è custodito l'antico affresco del Quattrocento, raffigurante Cristo Crocifisso con ai lati la Vergine Maria, l'Apostolo Giovanni e altre due figure in ombra.
È davanti a questa immagine che, secondo la tradizione, il 13 giugno 1566 si sarebbe verificato il prodigio della fuoriuscita di sangue dal costato di Cristo, successivamente raccolto nelle due piccole Ampolle di cui abbiamo raccontato la storia.
L'affresco costituisce quindi il cuore della memoria del luogo: è la testimonianza visibile che collega l'antica cappellina, la tradizione del miracolo e la storia della Sacra Ampolla.
Il restauro del 1991: una
seconda testimonianza pittorica
Tra marzo e luglio del 1991, l'Oratorio fu sottoposto a un accurato intervento di restauro conservativo, che interessò sia la cappella sia l'affresco del Crocifisso.
I lavori furono realizzati su iniziativa del Rotary Club di Ortona, con il coordinamento della Curia Arcivescovile.
L'intervento permise di riportare alla luce l'originaria struttura della porziuncola attraverso la ripulitura degli ambienti e la rimozione dell'intonaco che ne ricopriva le antiche murature. Furono così nuovamente visibili le essenziali linee architettoniche della struttura, riconducibili all'antico impianto.
Durante i lavori di restauro venne scoperto anche un ulteriore dipinto, risalente al Duecento, insieme al suo cosiddetto “negativo”, rimasto impresso sulla parete.

Anche questo dipinto raffigura Cristo Crocifisso, affiancato dalla Vergine Maria, da San Giovanni Apostolo e da altre figure.
La scoperta costituisce un'ulteriore testimonianza dell'antichità e della stratificazione storica del luogo, mostrando come l'Oratorio abbia conservato, nel corso dei secoli, diverse tracce della devozione legata alla Croce e alla figura di Cristo.

Chi siamo
Nel settembre 2023, in vista del 90° anniversario del ritorno della Sacra Ampolla a Ortona da Venezia, viene costituita l'Associazione Culturale “Anno Domini 1566”, con l'obiettivo di valorizzare e promuovere la conoscenza della Sacra Ampolla, della sua storia e del patrimonio religioso, storico e culturale ad essa legato, in collaborazione con la Basilica Concattedrale di San Tommaso Apostolo.
La nostra missione culturale
L'Associazione promuove iniziative culturali, eventi e attività divulgative ed educative volte a far conoscere la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e l'Oratorio del Crocifisso Miracoloso, luoghi strettamente legati alla storia della Sacra Ampolla e alla tradizione religiosa di Ortona.
Particolare attenzione è rivolta alla ricerca, alla conservazione e alla valorizzazione delle testimonianze storiche e documentarie, con l'intento di approfondire e diffondere la conoscenza della vicenda del 1566.
Con questo impegno, l'Associazione intende avvicinare cittadini, studiosi, visitatori e nuove generazioni a un patrimonio nel quale si intrecciano fede, storia, arte e cultura.
Sede dell'Associazione
Basilica Concattedrale di San Tommaso Apostolo - Piazza San Tommaso, 66026 Ortona (CH)
Il Direttivo
PRESIDENTE
Giovanni Serano
VICE PRESIDENTE
Anna Di Tollo
SEGRETARIO
Alessio Tiberio
TESORIERE
Andrea Di Nunzio
CONSIGLIERE
Annamaria De Grandis
SOCIO ONORARIO
Cav. Maria Luisa Orlandi
Personalità illustri in visita alla Sacra Ampolla
Nel corso degli anni, la Sacra Ampolla e i luoghi che ne custodiscono la memoria hanno ricevuto la visita di diverse personalità del mondo religioso e culturale.
2015
S.E. Mons. William Shomali
Vescovo Ausiliario del Patriarcato Latino di Gerusalemme
2025
S.E. Mons. Siluan
Vescovo Ortodosso della Diocesi Romena d'Italia
2025
S.E. Mons. Mauro Lalli
Nunzio Apostolico della Santa Sede
2026
Padre Antonio Gentili OFMCap
Rettore della Basilica del Volto Santo di Manoppello
I prossimi eventi
Nuovi appuntamenti sono in arrivo.
Tornate a visitarci e seguiteci per non perdere i prossimi eventi.
Le nostre attività

Visite guidate alla Chiesa e all'Oratorio
Scopri la storia della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e della Sacra Ampolla di Ortona con le nostre visite guidate.

Armonie dell'anima - Concerto per arpa e flauto
Il 29 giugno 2026, presso la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, si è tenuto un concerto per arpa e flauto eseguito delle allieve del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, Irene D'Amico e Benedetta D'Annunzio.

Serenate, concerti e danze
Il 28 giugno 2026, presso la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, si è tenuto un concerto di musica classica a lume di candela eseguito dall'Orchestra Sinfonica Tosti.

Mostra storica - La Sacra Ampolla dal 1566 ad oggi
Nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è stata allestita una mostra che ha ripercorso la storia della Sacra Ampolla dal Miracolo del 1566 ai giorni nostri, con l’esposizione di abiti, paramenti sacri, documenti storici e numerosi altri reperti.

Lunga Notte delle Chiese 2026
Il 5 giugno 2026 si è tenuta per la prima volta a Ortona presso la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. L’evento ha proposto visite guidate, un recital d’arpa della prof.ssa Sofia Marzetti e momenti di riflessione con letture spirituali.

Festa della Sacra Ampolla 2026
Programma per i Solenni Festeggiamenti della Sacra Ampolla, nel 92° anno dal ritorno da Venezia.

1566 - Miracoli tra i Turchi
Il 2 giugno 2026 si è svolto il convegno “1566 - Miracoli tra i Turchi”, con la firma di un gemellaggio tra associazioni storiche. La giornata si è conclusa con la rievocazione delle battaglie saracene di Tollo e Villamagna.

La Notte dell'Attesa
Dopo oltre cinquant’anni, il Sepolcro è tornato nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. L’Associazione Anno Domini 1566 ha scelto di accompagnare questo momento con uno sguardo nuovo, proponendo una veglia essenziale, fatta di parola, musica e silenzio.

Pellegrinaggio della Sacra Ampolla 2026
Il 7 e l’8 marzo 2026, presso la Basilica di Manoppello, il Volto Santo e la Sacra Ampolla sono stati presentati insieme in un evento straordinario e irripetibile, un’occasione unica di fede e contemplazione.

Festa di Santa Caterina 2025
Il 25 novembre 2025 si sono tenuti i festeggiamenti in onore di Santa Caterina d'Alessandria.

Le Quattro Stagioni di Vivaldi
Il 29 giugno 2025, presso la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, si è tenuto un concerto di musica classica a lume di candela eseguito dall'Orchestra Sinfonica Tosti, in occasione della Festa della Sacra Ampolla.

Festa della Sacra Ampolla 2025
Programma per i Solenni Festeggiamenti della Sacra Ampolla, nel 91° anno dal ritorno da Venezia.

Pellegrinaggio della Sacra Ampolla 2025
In occasione del Giubileo della Speranza, la reliquia del Sangue sgorgato dal Santissimo Crocifisso di Ortona è stata in visita straordinaria nelle città di Lanciano, Sulmona, Vasto e nelle parrocchie cittadine.

Festa di Santa Caterina 2024
Il 25 novembre 2024 si sono tenuti i festeggiamenti in onore di Santa Caterina d'Alessandria.

Concerto di musica sacra
Il 29 giugno 2024, presso la Chiesa di Santa Caterina, si è svolto un concerto di musica classica a cura della Cappella Musicale San Tommaso di Ortona, a chiusura dei festeggiamenti per la Sacra Ampolla.

La Predizione d'Amore
Il 13 giugno 2024, in occasione del 458° anniversario del Miracolo, presso la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria si è svolta una sacra rappresentazione scritta e diretta da Mauro Vanni.

Festa della Sacra Ampolla 2024
Programma per i Solenni Festeggiamenti della Sacra Ampolla, nel 90° anno dal ritorno da Venezia.

Festa di Santa Caterina 2023
Il 25 novembre 2023 si sono tenuti i festeggiamenti in onore di Santa Caterina d'Alessandria.
Archivio storico

Pergamena del 1700
Una delle prime attestazioni scritte del Miracolo.

"Vita, Traslazione, e Miracoli di S. Tomaso Apostolo" del 1702
Nella Biblioteca Diocesana di Ortona si custodisce una copia del 1702 scritta da Giuseppe Antonio De Fabritiis, Patrizio della Città di Ortona. L'autore menziona il Monastero di S. Caterina e afferma che ogni anno si vede "rosseggiare" il costato dell'affresco, in memoria dell'evento miracoloso.

Altare originale del Crocifisso
Foto raffigurante la posizione originale del Crocifisso Miracoloso, visibile fino ai restauri del 1991.

Chiesa di S. Caterina
Foto del 1926 con annesso giardino conventuale.

Lettera del Vescovo di Ortona del 1933
Lettera di Mons. Piccirilli al Patriarca veneziano con la richiesta di restituzione di una delle due Ampolle.

Lettera del Patriarca di Venezia del 1934
Risposta del Patriarca Pietro La Fontaine alla richiesta di restituzione di una delle due Ampolle al Vescovo di Ortona Mons. Piccirilli.

Ritorno della Sacra Ampolla
Unica testimonianza fotografica del rientro nel Porto di Ortona della Reliquia il 29 giugno 1934. Sullo sfondo il Cacciatorpediniere Grado.

Osservatore Romano della domenica del 1934
Articolo comparso sul numero dell'8 luglio 1934. Si menziona la storia dell'Ampolla e il suo viaggio di ritorno da Venezia.

Bollettino diocesano del 1939
Nel Bollettino Diocesano "Vita" del 3 settembre 1939, custodito presso la Biblioteca Diocesana ortonese, vengono descritte le Glorie della Chiesa di Ortona: "Due glorie, due segni tangibili di Divina protezione, due luci di fede che brillano costanti sul Mare nostro, attraverso il quale vennero a noi le Sacre Reliquie e la Sacra Ampolla…”.
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